giovedì 28 febbraio 2019

Strategie dello sguardo

Strategie dello sguardo è il titolo dell'articolo che fu pubblicato sul mensile Babilonia nell'estate del 1985. Un portfolio dedicato alle opere che ho realizzato nella prima metà degli anni '80.



Andrea Papi, 11. 200 - 1985 (part.), tempera su carta cm. 150x100
dal progetto Studi sul maschile 1979-1990 (dipinto inserito in Opera Finale, 2001)


Andrea Papi, 7. 131 - 1984 (part.), tempera su carta, cm. 150x100
dal progetto Studi sul maschile 1979-1990




Le immagini si riferiscono ad alcuni miei lavori di grandi dimensioni del 1984 e del 1985 dipinti ad olio, tempera ed altre tecniche su carta.

Per approfondire questo mio periodo vedi anche il post:




I dipinti presentati fanno parte del più ampio progetto Studi sul maschile 1979-1990.
Alcuni quadri sono entrati a far parte di Opera finale, creata nel 2001.

Andrea Papi, 5. 131 - 1984 (part.), smalti su carta, cm. 100x150
dal progetto Studi sul maschile 1979-1990


Andrea Papi, 8. 200 - 1985 (part.), olio su carta, cm. 150x100
dal progetto Studi sul maschile 1979-1990


Nel testo dell'articolo per Babilonia Lino Centi definisce Antiritratti i modelli ritratti nei quadri.  
I modelli, gli attori, nel mio lavoro hanno una forte importanza.
Sul tema vedi in proposito anche: Tony, Joey e gli altri 


 
Andrea Papi, 2. 148 - 1985 (part.), acrilico su carta, cm. 245x150
dal progetto Studi sul maschile 1979-1990, dipinto inserito in Opera Finale

Per un ulteriore approfondimento sulla mia attività di quegli anni rimando all'anno successivo, il 1986. E' possibile consultare i seguenti post:




Il testo seguente di Lino Centi, Andrea Papi, Strategie dello sguardo, è stato pubblicato su Babilonia n. 27 del 1985 insieme alle foto.



mercoledì 30 gennaio 2019

Il vero portale di Bartolomeo Ammannati

Tra le varie attività che in passato mi hanno impegnato per la realizzazione del Progetto Paternità Artistica architettura del corpo e dell'abitare, ho eseguito una ricerca sull'archivio Caccini Del Vernaccia, pubblicando poi l'articolo Alcune notizie sulla Casa Grande de' Caccini (Paragone Arte, 2009).

I palazzi Vernaccia e Caccini

Questa nuova breve nota prende spunto da alcune incisioni del 1724 dell'architetto Ferdinando Ruggieri, pubblicate in Studio d'architettura civile nella stessa epoca.

In particolare hanno colpirto la mia attenzione i disegni del portale e delle finestre del Palazzo del Cavalier Vernaccia, architettura di Bartolomeo Ammannati.

Non essendo noto tra i palazzi fiorentini sorge la domanda: a quale edificio si riferiscono ?  

 

Porta e finestre terrene del Palazzo del Cavalier Vernaccia
 
Fonti odierne indicano che i disegni sarebbero relativi a Palazzo Caccini (Borgo Pinti, 31-33), in particolare per il portale di ingresso che comunemente viene attribuito all'Ammannati (anche se trasformato nel tempo). Da un confronto diretto tra l'edificio reale e i disegni del Ruggieri si vede però chiaramente che il portale e le finestre si riferiscono invece perfettamente al Palazzo del Mondragone (Via dei Banchi, 4), al tempo di proprietà  Vernaccia.



Porta e finestre terrene del Palazzo del Mondragone


I Caccini Del Vernaccia


Dai documenti d'archivio sappiamo che Ortensia Caccini nel 1704 sposa Giovan Vincenzo Del Vernaccia e che dopo la morte dei due fratelli, ultima discendente della famiglia, eredita Palazzo CacciniNegli stessi anni i Del Vernaccia erano proprietari del palazzo che prende nome dal marchese di Mondragone che lo aveva fatto realizzare tra il 1567 e il 1570, vendendolo pochi anni dopo.

Già nel 1663 è documentata al Canto del Mondragone l'abitazione di Ugolino Del Vernaccia (1612-1701), senatore del Granducato, citato come proprietario del palazzo anche alla fine del '600, nelle Notizie del Badinucci. Nel 1747 in un inventario di beni troviamo che la proprietà è del figlio Giovan Vincenzo.


I Del Vernaccia fecero eseguire lavori di ampliamento nel palazzo del Mondragone. In una nota spese datata 1702  è documentata l'esecuzione di pitture nella volta "nella camera terrena che risponde in Via de' Cenni" (Via Panzani). Oggi tali ambienti fanno parte della Loggia Peyron.



Palazzo del Mondragone, Volta di una sala terrena.
Particolare della cornice con stemma dei Del Vernaccia.

sabato 1 dicembre 2018

Tony, Joey e gli altri.

Tony e Joey sono i nomi di due modelli erotici italo americani degli anni '80, affermatisi con uno stesso cognome italiano. Ho realizzato i loro ritratti scegliendo i colori di fondo, celeste e rosa, che rimandano in modo volutamente ingenuo al ruolo interpretato dai personaggi nei video.

Per maggiori particolari dei due quadri vedi Tony e Joey.


Andrea Papi, Tony e Joey ( C3.I - II ), 2018.


Oggi gli attori che interpretano video erotici hanno prevalentemente rapporti sessualmente protetti, ma negli anni '80 era diverso e molti sono stati infettati dall'Aids.

Una caratteristica, da sempre, della loro "carriera" è che la partecipazione ai video è limitata ad un breve periodo, in produzioni prevalentemente americane.

Attori di video americani anni '80

Nel corso degli anni, utilizzando come soggetti gli attori dei video, ho realizzato una grande quantità  di disegni e acquerelli (raccolti in album) che in alcuni casi sono serviti come preparazione per la realizzazione dei quadri.

Il nuovo quadro che ho in programma sará un ritratto, ispirato ad attori / modelli attuali. A titolo di esempio vediamo alcuni lavori preparatori, tra gli ultimi realizzati, che ritraggono Andrew e Gabriel



 Andrea Papi, Andrew e Gabriel, 15- 16 - 17 - 18 ottobre 2018 - Album  n. XXXV

Andrea Papi, Andrew e Gabriel, 23 novembre 2018 - Album  n. XXXV

Due disegni che ritraggono il modello Andrew.

Andrea Papi, Andrew, 2 - 5 ottobre 2018 - Album  n. XXXII


Acquerelli che ritraggono altri possibili interpreti: gli attori Arad e Duncan,
 
 
Andrea Papi,  Arad, 27 agosto 2018 (a sinistra),  Duncan, 8 ottobre 2018  (a destra) - Album  n. XXXV


E poi ancora, per finire, Paul e Diego.


Andrea Papi, Paul e Diego, 20 novembre 2018 - Album  n. XXXII

sabato 5 maggio 2018

Visita guidata ad una mostra "memorabile".

Ho ritrovato la cartolina d'invito ad una "memorabile" mostra dal titolo Andrea Papi, Lavori recenti tenutasi nel 1986 in Palazzo Caccini, dove avevo lo studio ed abitavo. Da pochi anni mi ero laureato in Architettura, ma avevo preferito scegliere la pittura. Una Visita guidata alle mie opere a cura di Lino Centi, con un intervento del Gruppo di danza Azimut.



Andrea Papi, Lavori recenti, Casa studio in Palazzo Caccini, Firenze, 1986
Sullo sfondo: Andrea Papi, Studi sul maschile 1979-1990. Opera n. 9.235 - 1986
.


Veduta della mostra, Palazzo Caccini, Firenze, 1986



Andrea Papi, Studi sul maschile, opera n. 9.235-1986 (a sinistra) e n. 10.235-1986 (a destra).


Intervento del Gruppo Azimut, Palazzo Caccini, Firenze, 1986.



Gruppo Azimut, Roberto Fabbri.
A destra: Andrea Papi, Studi sul maschile, opera n. 3.230-1986,  in Opera finale, 2001.


Invito mostra, Palazzo Caccini, Firenze, 1986

Veduta della mostra, Palazzo Caccini, Firenze, 1986


Andrea Papi, Studi sul maschile, opera n. 1.234 - 1986


Veduta della mostra, Palazzo Caccini, Firenze, 1986


Andrea Papi, Studi sul maschile, n. 17.236-1986,
in Opera finale, 2001.


Andrea Papi, Studi sul maschile,  n. 14.236 - 1986, in Opera finale, 2001.


Per un ulteriore approfondimento sulla mia attività nello stesso periodo del 1986 vedi il post: All'inizio.

Le opere qui presentate fanno parte anche del progetto Studi sul maschile 1979 - 1990 ed alcune di Opera finale. In proposito vedi  Opera finale in Palazzo Caccini.



mercoledì 21 febbraio 2018

Con Schifano e Piero Santi alla metà degli anni '80


Negli ultimi mesi del 1984 si tenne una mia mostra alla Galleria Numerozero di Bologna.
L'invito della mostra riportava una delle foto polaroid di Mario Schifano che ritraevano le mie opere, scattate ad Ansedonia.

Invito mostra di Andrea Papi - Polaroid di Mario Schifano, 1984



Invito mostra di Andrea Papi - Galleria Numerozero, Bologna 1984.

 
Dedica su polaroid di Mario Schifano, Ansedonia, ottobre 1984



Nello stesso anno avevo conosciuto Piero Santi alla Galleria L'Indiano. Per le edizioni L'Upupa, da lui curate, pubblicò una mia Minimonografia con un suo testo di presentazione, che qui in parte riporto con una selezione delle immagini.
In questo pittore il contemporaneo vive, mi sembra, nel fulgore del suo fascino e delle sue ossessioni. Davanti a queste opere la terminologia consueta è un poco disarmata... rischia di appannare certi segni che Papi offre senza mediazioni, diretti, appena spavaldi, e rivelatori di una sorta di "angoscia felice" (la contraddizione non è apparente!).
Papi non accetta infatti soluzioni di gusto, non risolve i suoi quadri inseguendo furbescamente il "consueto sensibile". E' violento, ma non direi esclamato anche se grida contro l'oggetto che ha scelto: sia questo il corpo umano, una testa, o il sesso, o qualunque altra "cosa" che lo inquieta.

Andrea Papi, Studi sul maschile, opera n. 1.130 - 1984

Andrea Papi, Studi sul maschile, opera n. 5.131 - 1984
Rimane coerente con la propria ansia e con la propria gioia; e poi non esclude il momento di follia che è annidato in ogni uomo. Infine: accetta la propria condizione umana, e il suo operare pittorico è stretto a quella condizione; ai suoi moti di umore e di sesso. Questo significa che il suo modo espressivo scaturisce dal di dentro; e solo a patto di non tradire una sua voce fonda e inevitabile, Papi lascia libera la sua immaginazione e il suo estro.

Andrea Papi, Studi sul maschile, opere n. 6.131 e 13.117 - 1984.
 
Andrea Papi, Studi sul maschile, opera n. 4.130 - 1984.

Talvolta la partenza è ancorata a un fatto sessuale: che non diventa però sensuale, perché Papi accoglie, mentre dipinge, la necessità espressiva: la cadenza delle linee di un corpo o di un volto, il ritmo spezzato e ritrovato; supera via via che dipinge ogni allettamento iniziale. Linee, spazi, colori; dobbiamo ascoltare quel che dicono questi elementi, il resto non conta (anche se ha contato, è ovvio, per lui, come spinta ardente, e anche se è merito di quella partenza se questa pittura rifiuta ogni formalismo). 
Estranea a una "misura" di cui Andrea Papi non accoglie la necessità, questa pittura è immersa negli aggettivi del tempo e ricca di audacia come certe musiche rock. Se riusciremo ad acoltarla, ci turberà... sospetteremo che intorno a noi si addensa una folla di oggetti - e di sensi - probabilmente irrimediabili. (Piero Santi)


L'anno successivo, nel 1985, Piero  mi invitò ad esporre alla Galleria La Bottega di Ravenna. 

Nella galleria, nell'ambito della mostra, fu eseguito il balletto Nomi K. danzato e coreografato da Roberto Fabbri, su musica di Klaus Nomi.


Invito mostra di Andrea Papi, Galleria La Bottega, Ravenna, 1985